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USCIO
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USCIO.
Definiz: Apertura, che si fa nelle case, per uso d'entrare, e uscire. Lat. ostium, ianua. Gr. θύρα.
Esempio: Bocc. nov. 79. 32. Non ha perciò molto, ch'ella vi passò innanzi all'uscio una notte.
Esempio: E Bocc. num. 43. Nè prima, essendo egli entrato dentro così putente, fu l'uscio riserrato, che ec.
Esempio: Petr. son. 96. Infino all'uscio del suo albergo corsi.
Esempio: Bern. rim. 1. 33. E troverrete l'uscio andando al tasto.
Definiz: §. I. Uscio, per metaf.
Esempio: Petr. son. 3. Che di lagrime son fatti uscio, e varco.
Esempio: Dant. Inf. 30. Per questo visitai l'uscio de' morti.
Esempio: Fr. Iac. T. 6. 40. 26. E l'uscio al Paradiso ho diserrato.
Definiz: §. II. Uscio, per Le 'mposte che serran l'uscio. Lat. postes. Gr. σταθμοί.
Esempio: G. V. 4. 14. 5. Venne un turbico con un vento impetuoso, e forte, il quale per gran forza levò l'uscia delle reggi di san Piero.
Esempio: Petr. canz. 44. 2. D'avorio uscio, e finestre di zaffiro.
Definiz: §. III. Tenere ad alcuno l'uscio; che anche diciamo Tener porta, vale Vietargli, o Proibirgli l'entrata.
Esempio: Bocc. nov. 65. 21. Dissiti, che niuno uscio della mia casa gli si poteva tener serrato ec. e quale uscio ti fu mai in casa tua tenuto?
Definiz: §. IV. Vedersi alcuno all'uscio, vale Averlo vicinissimo.
Esempio: M. V. 6. 70. E vedendosi i nemici all'uscio ec. uscì a campo.
Definiz: §. V. Picchiar l'uscio col piè, vale Donare, o Portar presenti; detto, perchè chi porta presenti ha le mani impacciate.
Definiz: §. VI. Cadere il presente in sull'uscio, vale Condurre un negozio bene insin presso alla fine, e guastarlo in sulla conclusione. Lat. in fine deficere, toto devorato bove in cauda deficere. Gr. ἐν τέλει ἐκκάμνειν.
Esempio: Salv. Granch. 5. 3. Ecco che egli Mi sarà appunto cascato il presente sull'uscio.
Esempio: Cecch. Donz. 5. 4. Or togli, Se m'è caduto il presente sull'uscio.
Esempio: E Servig. 4. 10. I' ti so dir, che ci cade il presente Sull'uscio.
Definiz: §. VII. Strignere fra l uscio, e 'l muro, vale Violentare alcuno a risolversi, non gli dando tempo a pensare.
Esempio: Cecch. Corr. 2. 3. E però ora, che e' non ci è, ti bisogna serrarla Tra l'uscio, e 'l muro.
Esempio: Buon. Tanc. 1. 5. Lo vo' strignere or or fra l'uscio, e 'l muro, E vo' d'averla mettermi in sicuro.
Esempio: Malm. 10. 9. Chi la stringesse poi frall'uscio , e 'l muro, Pagherebbe qualcosa a farne monte.
Definiz: §. VIII. Trovarsi tra l'uscio, e 'l muro, vale lo stesso, che Esser fra la 'ncudine, e 'l martello.
Esempio: Fir. As. 206. Sicchè io mi trovava, come si dice, fra l'uscio, e 'l muro.
Definiz: §. IX. Attaccar le voglie alla campanella dell'uscio, vale Non se le cavare, Non le mettere ad esecuzione.
Definiz: §. X. Attaccare i pensieri alla campanella dell'uscio, vale Darsi piacere, o bel tempo senza pensiero, o briga di checchessia.
Esempio: Fir. Luc. 1. 2. Ma, vedi, io voglio, che noi attacchiamo i pensieri tutti alla campanella dell'uscio.
Definiz: §. XI. Entrar per l'uscio, vale Andare per la strada retta, Incamminarsi al fine co' mezzi debiti.
Esempio: Bern. Orl. 1. 20. 4. Chi non mostra quel, ch'è, va con inganni, E non entra per l'uscio nell'ovile.
Definiz: §. Serrar l'uscio, o la stalla quando son perduti i buoi.
v. STALLA §. I.
Definiz: §. XIII. Chi vien dietro serri l'uscio; e si dice da Chi vuole ne' suo' piaceri scialacquare il suo, faccendo poca stima di chi succede. Lat. me mortuo, terra misceatur incendio.
Definiz: §. XIV. Nascer ti possa l'erba all'uscio; maniera d'imprecazione, che vale A casa tua non capiti mai anima nata.